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Lo Scrittore e la Pornostar
Dopo una breve quanto intensa storia d’amore, la donna aveva lasciato lo scrittore. Lo aveva accusato di usare, con lei, la propria abilità nello scrivere per regalarle parole dolci. Lo aveva accusato di averla trasformata in un personaggio dei suoi romanzi. E così, ciò che un tempo l’aveva fatta innamorare di lui, ora la allontanava. Ripensando alle parole di lei gli venne in mente un’intervista televisiva fatta ad una pornostar, sposata e con prole. In effetti anche lui, come del resto l’intervistatore, si era spesso domandato come attori e attrici di quel genere di film potessero discernere il sesso “professionale” da quello personale. Ora si sentiva nello stesso modo: come poteva distinguere le parole scritte per la donna amata da quelle che usava nei suoi libri? Come poteva avere l’assoluta certezza che i pensieri per lei fossero differenti da quelli che poi metteva sulla carta, facendone delle storie affascinanti? Forse non poteva, semplicemente perché, in fondo, non sussisteva diversità alcuna. D’altra parte lui metteva tutta la propria anima nello scrivere, disegnava tutto il proprio dolore ed il proprio disagio di vivere sui fogli dove caratterizzava i suoi personaggi: quello che lui era, ciò che sarebbe voluto essere, ciò che non era e quello che non sarebbe voluto essere. Lo scrittore non ricordava la risposta che, a suo tempo, la nota pornostar diede al giornalista. Forse perché allora l’aveva catalogata come retorica. Ma ricordava perfettamente le parole usate nella prima lettera scritta alla donna che ora lo lasciava, quando sembrava che, per qualche misterioso motivo, loro due mai avrebbero potuto avere una relazione: “Se ci fossimo conosciuti tempo addietro, prima che i nostri cuori rimanessero sospesi come sono ora, a fluttuare nello spazio e nel tempo, in attesa di chissà quale meraviglioso evento, forse adesso noi cammineremmo insieme, sul medesimo sentiero, per giungere insieme alla fine dello stesso. Ma anche se questo è un libro, il più bello, che non scriveremo, anche se è una musica, la più dolce, che non suoneremo, anche se sono parole, le più vere, che non canteremo, sento che va bene ugualmente. Sono onorato di averti incontrata, ritengo sia un privilegio l’averti conosciuta. Spero davvero che potremo restare almeno amici.” Paradossalmente furono proprio queste parole, con le quali lo scrittore esprimeva la propria resa nei confronti di un amore impossibile, a farle capire di essere innamorata di lui. La donna si era lanciata tra le sue braccia, letteralmente. Gli aveva aperto tutte le stanze del proprio cuore. E ora lui, a distanza di qualche mese dalla loro prima notte d’amore e solo a poche ore dalla loro ultima, si domandava se lei non si fosse in realtà innamorata solo delle sue parole. Parole che la donna, ora, trovava vuote. |
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