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L'Infermiera
Oggi che sono passati molti anni, oggi che ho quasi imparato a convivere con la mia malattia, ripenso a quei giorni di degenza in ospedale. Erano giorni in cui la mia vita sarebbe cambiata per sempre, giorni in cui l’esito degli esami clinici a cui mi stavano sottoponendo avrebbe condizionato le mie scelte. Come ad esempio quella di non avere figli. Ricordo che l’ultimo esame, in particolare, era stato molto debilitante e mi aveva costretta a letto in posizione orizzontale per evitare le forti emicranie che altrimenti mi avrebbero colpita. Non potevo andare in bagno, e l’utilizzo della padella era davvero umiliante. Non potevo nemmeno lavarmi, o provvedere in qualche modo all’igiene intima. Lavorava in quel reparto un’infermiera, la più brava nel cercare e trovare sulle mie braccia una vena adatta per i prelievi di sangue. Con me era molto carina, cortese e paziente, più che con le altre degenti dello stesso reparto. Io pensavo semplicemente di esserle particolarmente simpatica. In quei giorni di costrizione dentro al letto quell’infermiera si offrì di provvedere alla mia igiene intima mentre me ne stavo sdraiata, impossibilitata a muovermi. Pensai che fosse molto gentile da parte sua, ma che comunque rientrava nelle sue competenze. Solo qualche giorno dopo, tornata infine indipendente, scoprii che l’infermiera rifiutò ad un’altra paziente le cure che aveva prestato a me. Eppure la donna si trovava nelle mie stesse condizioni, avendo subito il medesimo esame clinico. Allora non ci feci caso, avevo altre cose per la testa. Ero giovane e la vita, da quel letto d’ospedale, mi appariva insopportabilmente ingiusta. Ma oggi che sono passati molti anni, oggi che, come ho già detto, ho quasi imparato a convivere con la malattia che mi fu diagnostica in quei giorni ormai lontani, ripenso alla delicatezza, alla cura, all’attenzione posta da quell’infermiera nell’accudirmi in un’attività così riservata e personale. Oggi, mentre guardo la vita con più disincanto, sono convinta che quella donna sia andata ben oltre la propria professionalità. Oggi sono convinta che si fosse innamorata di me. |
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