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Ho Detto Addio alla Chitarra
Ho detto addio alla mia chitarra. Dopo anni di ore trascorse abbracciati a spremere, insieme, qualche lacrima ancora. Un amplesso fisico e musicale, di cui nessuna donna potrà mai essere gelosa. Ma poi, un giorno quasi per caso, sono riuscito rinunciare a quello che, fino a quel momento, mi era sembrato un bisogno irrinunciabile. Ed ora lei se ne sta lì, sdraiata sopra quel divano, stanco di donare riposo alle membra di chiunque vi abbandoni il proprio corpo. E lei, invece stanca di riposare forzatamente, da quei cuscini mi guarda, languida e malinconica, e sembra chiedermi sensuale di toccarla ancora come un tempo, di pizzicare ancora le sue corde per farle cantare libera la vita e la morte. Ma io la ignoro, ostentando una sicurezza che non provo, simulando indifferenza. Troppe sono le lacrime che ho versato, riempiendo i vuoti tra le note, i silenzi tra le parole. Troppe sono le canzoni che ho scritto e cantato per tentare di esorcizzare il dolore. Inutilmente. E allora ignoro le sue curve sinuose, il legno lucido della sua cassa, il tiepido calore generato dalle sue vibrazioni. Aspiro dai ricordi il piacere delle corde, tese d’imprigionata energia, sotto le dita delle mani. Ma solo dai ricordi. Perché non ho il coraggio di rivivere quelle emozioni. Perché la musica placa il dolore solo in quei pochi istanti in cui viene creata. Dopo rimane sospesa lì, pulsante e viva e palpitante, a tenere aperta la ferita, a versarci sopra ancora sale. Ecco perché ho detto addio alla chitarra. |
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